Affezioni dell'occhio, del naso, della gola
e dell'orecchio(di Eddy Deforest)
L'OCCHIO E IL CRANIO
L'orbita ha la forna di una piramide quadrangolare:
la bozza orbitale dell'osso frontale ne costituisce la faccia superiore, prima
del mascellare superiore, e l'apofisi orbitale del palato formano la faccia
inferiore; la branca che sale dal mascellare superiore, l'unguis ed una parte
dell'etmoide (osso piano) formano, dall'avanti in dietro, la faccia interna;
l'osso malare e una porzione dello sfenoide (parte orbitaria della grande
ala) costituiscono la faccia esterna. Occipite e sfenoide (osso mediano che
occupa la parte anteriore e mediana della base del cranio) hanno una cerniera:
la sinfisi sfeno-basilare.
Questo insìeme è la base del sistema cranico. Il cranio non è una scatola
inerte: le differenti ossa che lo compongono sono articolare da suture, alcune
delle quali, dentellate, interagiscono con altre perfettamente complementari
(ad esempio, la parte callosa del ternporale). Intorno alla cerniera (sinfisi
sfeno-basilare) l'occipite e lo sfenoide effettuano un movimento impercettibile
di flessione e di estensione, doppio movimento perfettamente assorbito dal
callo dell'occipite e dalla grande ala dello sfenoide, la quale secondo gli
osteopati,effettua un movimento di rotazione esterna, in avanti, e di rotazione
interna, indietro, con una cadenza di dieci volte al minuto. Questo movimento
si ripercuote sulle quattro facce della cavità orbitaria, che cambia forma
con la stessa frequenza. Questo flusso ritmico craniale si ripercuote su tutto
l'occhio, e dunque sul nervo ottico, e la retina gli involucri dell'occhio,
il corpo vitreo, il cristallino, e l'umor vitreo, i muscoli motori. Quindi,
possiamo domandarci quali sono le conseguenze di un trauma, di una forza antagonista
che disturba l'articolazione craniale e che perturba questo flusso ritmico;
disturbi alla vista sono conseguenziali: disturbi della rifrazione (miopia,
astigmatismo, ipermetropia), riduzione dell'acutezza visiva, aumento della
tensione intraoculare con la relativa incidenza riduttiva del campo visivo,
lo scollamento dei vitreo, retinopatia.
In questo caso, gli osteopati, durante le normalizzazioni delle articolazioni
craniche, sono in grado di ridurre i disturbi intervenendo manualmente. Il
terapeuta agirà sulla sutura parieto-occipitale poggiando una mano su questa
articolazione ed esercitandovi una pressione, mentre porrà l'altra mano sull'orbita,
la regione diametralmente opposta. E' questa tensione ben definita (abilità
del terapeuta) che permette di ristabilire la circolazione del flusso cranico
al ritmo fisiologico sopra menzionato.
NASO, ORECCHIE, GOLA
I seni che circondano le fosse nasali sono
cavità arieggiate, scavate nello spessore dell'osso. In numero di quattro
paia disposte ad ambo i lati dell'asse della faccia: il seno rnascellare,
nello spessore del mascellare superiore, il seno etmoidale scavato nell'etmoide;
il seno sfenoidale, formato da cavità, nel corpo dello sfenoide; il seno frontale
scavato nella porzione antero-esterna dell'osso frontale.
Consideriamo innanzi tutto i due seni frontali, a destra e a sinistra della
linea mediana. Tappezzati da una mucosa (lo stesso dicasi per gli altri seni),
che altro non è che un'estensione della mucosa nasale, questi seni comunicano
mediante la loro base, con ogni seno etmoidale. Come per l'occipite e lo sfenoide,
l'osso frontale ha un duplice movimento di rotazione esterna ed interna. Evidentemente,
anche i seni frontali hanno lo stesso movimento. In caso di sinusite, questo
movimento ritmico è perturbato a livello dell'osso frontale. Per ristabilirlo,
l'osteopata pone le mani sulla fronte, le estremità delle dita poste leggermente
al di sopra delle orbite, ad ambo i lati della sutura frontale (sutura metopica)
In questa posizione, egli esercita una serie di brevi pressioni che si integrano
con l'influsso craniale e contribuiranno a drenare i seni frontali. I seni
mascellari comunicano con le fosse nasali mediante lo iatus mascellare. Il
mascellare superiore, formato da due ossa simmetriche , partecipa alla formazione
della cavità buccale, delle fosse nasali, delle orbite e della fossa zigomatica.
Il mascellare ha, come le ossa sopra citate, un duplice movimento di rotazione,
esterna ed intema; una sinusite localizzata a questo livello o un trauma ostacolano
tale movimento.
Per ridurre questa alterazione, il terapeuta pone le rnani ai lati della faccia,
in modo che le punte delle dita siano collocate superficialmente all'arcata
dentaria.
La lieve pressione esercitata sulla parte anteriore del rnascellare superiore
si integra con l'influsso craniale ritmico ed esercita sui seni un'azione
di drenaggio.
COSA PUO'ANCORA TRATTARE L'OSTEOPATIA?
Essa può tentare di ridurre il raffreddore
da fieno o la rinite vasomotoria. La manovra necessita della pressione del
ganglio sfeno- palatino, rigonfiamento situato all'estremità inferiore del
nervo vidiano. Per raggiungerlo, il terapeuta introduce l'indice nella bocca,
al di sopra della parte superiore dell'arcata dentaria; l'estremità del dito
deve porsi anteriormente alle apofisi pterigoidee dell'osso sfenoide. La posizione
permette di sollecitare il ganglio sfeno-palatino, mentre l'altra mano, sul
lato opposto, coprendo la bozza parietale esterna, serve da appoggio.
La lieve pressione esercitata, consente di rie quilibrare l'influsso craniale
ritmico.
Si richiedono spesso varie sedute e talvolta non in tutti i soggetti si riesce
ad eliminare la rinite.
L'osteopata può ugualmente tentare di ridurre il "ronzio" alle orecchie. Questo
disturbo, molto fastidioso, può essere, in effetti, collegato ad una perturbazione
del ritmo craniale.